martedì 12 febbraio 2013

Mostra fotografica per Arvid Gutschow

Pochi conoscono il lavoro e la passione per la fotografia di Arvid Gutschow. Da ieri però è possibile visitare una bellissima mostra, presso le sale della fondazione Alfred Ehrhardt, a Berlino: si tratta di circa cento fotografie, di cui vovante scattate da Arvid Gutschow e dieci di Alfred Ehrhardt, presentate in una mostra fino al 17 di marzo 2013, in seguito ad una preziosa donazione degli scatti di Arvid Gutschow alla fondazione Alfred Ehrhardt. Le fotografie esposte possono essere considerate come un piccolo, importante tassello della storia della fotografia europea. Infatti i due fotografi, autodidatti, tedeschi si dedicarano negli anni ‘20 e ’30 al soggetto del paesaggio: dune, sabbia, colline, spiagge. Oltre che, soprattutto da parte di Gutschow, agli impianti industriali. Il loro interesse si concentrava sull’origine e superamento delle strutture e modelli: le forme geometriche generate dal vento sulla sabbia, le ombre, le regolarità dei paesaggi possono sembrare all’osservatore contemporaneo come dei soggetti banali. Ma negli anni trenta le foto di Gutschow furono pubblicate nelle maggiori riviste fotografiche tedesche ed internazionali del tempo. Nel 1930, sempre e comunque ancora attivo come avvocato per l’amministrazione della città di Amburgo, Avrid pubblicò un libro di foto che divenne molto celebre, contenete un soggetto nuovo della fotografia paesaggistica. Si tratta di See Sand Sonne (traduzione: mare, sabbia, sole) che, anche grazie ad una presentazione ed una impaginazione innovativi, fece da apripista alle successive pubblicazioni fotografiche paesaggistiche dell’intero decennio. La mostra è stata inaugurata l’11 gennaio e si concluderà il 17 marzo 2013; può essere visitata, gratuitamente, dal martedì alla domenica dalle 11 alle 18 e il giovedì fino alle 21, presso la fondazione Alfred Ehrhardt nella Augustrstrasse 15.

giovedì 7 febbraio 2013

L'IMU tedesca si chiama 'Grundsteuer'


L’IMU, la tassa sugli immobili, è un punto importante nei dibattiti e nelle discussioni dei politici candidati alle imminenti elezioni politiche italiane. Berlusconi, come suo solito, ha fatto un promessa che molto probabilmente non manterrà, ma che è riuscita ad attirare l’attenzione di quasi tutti. Ci sono giunte anche e-mail di lettori che ci chiedevano informazioni sull’esistenza di una tale tassa in Germania. Data la rilevanza politica e il caos di informazioni al riguardo abbiamo deciso di descriver il funzionamento dell’’imu alla tedesca’, focalizzando l’attenzione, ovviamente, su tale tasse applicata anche agli immobili e le case di Berlino. In Germania il bene casa, appartamento, fabbricato, locale o terreno viene tassato con una imposta che si chiama Grundsteuer, parola composta da ‘Grund’ che significa fondo e ‘Steuer’, che significa tassa. In base a questa tassa, che rintra nella categoria delle Geimeindesteuern (tasse comunali) chiunque in Germania possieda un immobile, appartamento o terreno deve pagare questa tassa. Quanto poi paga il proprietario dipende da molti fattori tra cui: posizione del bene, in quale regione o città si trovi, consistenza del bene tassabile. Un ulteriore fattore da considerare è il cosiddetto Habesatz (una sorta di coefficiente o indice). Questo viene legittimamente definito da ciascun comune e costituisce il primo elemento necessario a calcolare l’importo da pagare per il possesso di un immobile. Per Berlino questo coefficiente è pari 8,1 ed è uno dei più alti di tutta la Germania (in media tra il 2,5 ed il 4%). Il secondo elemento per il calcolo dell’imu alla tedesca è più complesso e si chiama Grundsteuermessbetrag e che potremmo paragonare al nostro valore catastale dell’immobile. Si tratta nello specifico del prodotto di due elementi:
1)l’Einheitswert (traducibile con il termine ‘valore dell’unità’ e viene calcolato dall’amministrazione finanziaria della città e si basa su diversi elementi tra cui l’anno di costruzione dell’immobile, località, superficie abitabile, qualità della costruzione) ed
2) il Grundsteuermesszahl (termine intraducibile, che corrisponde ad un valore, in generale il 3,5% dell' Einheitswert che abbiamo appena visto).
Conoscendo i coefficienti e la formula procediamo con un esempio pratico: Tizio compra un appartamento che ha un valore catastale di 50 mila euro. Quest’informazione viene data dal venditore all’acquirente ed è un valore che ciascun proprietario conosce. Sapendo le altre due variabili dobbiamo allora procedere in questo modo: Grundsteuermesszahl dell’Einheitspreis moltiplicato per l’Habesatz e cioè 3,5% di 50.000*8,1 = la tassa annuale da pagare per l’immobile della simulazione è pari a 1417 €. A Berlino la Grundsteuer si paga ogni 3 mesi, per cui la rata trimestrale nel caso che abbiamo fatto sarebbe di 1417/4 = 354 €. Il Grundsteuer è un’importante imposta per i comuni che la trattengono completamente, ma anche così, almeno per Berlino, il loro impatto per le finanze comunali è davvero ridotto. Infatti se diamo un’occhiata al gettito complessivo dalla città regione di Berlino per il 2013, il gettito prodotto della Grundsteuer rappesenta appena il 6,6% del totale; poca cosa se confrontato al 33% rappresentato dall’imposta sui redditi.

venerdì 1 febbraio 2013

Mostra 'Verso la dittatura', fino al 9/11/2013

La cancelliera federale Angela Merkel ha inaugurato due giorni fa la mostra ‘Berlin 1933 – Der Weg in die Diktatur. Sonderausstellung’ (traduzione: Berlino nel 1933. Verso la dittatura. Una mostra speciale). Nell’edificio della fondazione Topografia del Terrore, che documenta il terrore degli anni del nazionalsocialismo, su una superficie di oltre duecento metri si possono vedere e leggere gigantografie di documenti e foto originali che descrivo i primi sei mesi della Germania sotto il potere hitleriano. L’iniziativa fa parte di un progetto culturale più ampio dal titolo ‘Zerstörte Vielfalt. Berlin 1933 1938 1945’ (la diversità distrutta’) che la città stato di Berlino dedica quest’anno alla propria storia e che consiste in un numero notevole di mostre, iniziative ed eventi. Si comincia col 30 gennaio 1933 – esattamente 80 anni fa -  data che segnò la fine della Berlino violenta, caotica e libertaria della repubblica Weimar. In quella data infatti l’allora Presidente del Reich Paul von Hindenburg decretò la salita di Adolf Hitler al cancellierato. Le elezioni tenutesi poche settimane prima avevano visto il partito del futuro dittatore, il NSDPA (acronimo di Nazionalsozailistische Deustche Arbeiterpartei), assurgere a maggior partito di Germania con il 33,1 % dei voti espressi, in flessione del 4% rispetto alle precedenti elezioni, ma pur sempre il partito di maggioranza relativa al Reichstag. La mostra Der Weg in die Diktatur  documenta i mesi immediatamente successivi all’arrivo di Hitler al cancellierato. In particolare al centro dell’attenzione dei curatori vi è la città di Berlino ed il tributo di decine di morti che accompagnò quel tragico primo semestre di governo nazista. Berlino era la capitale del Reich e qui l’elite al potere pensava che Hitler potesse essere domato, reso immune e condotto rapidamente nell’alveo della borghesia. Ma si sbagliava di grosso. E al più tardi nella notte tra il 27 ed il 28 febbraio del ’33, quando il palazzo del potere per eccellenza il Reichstag fu incendiato dalle beceri truppe del dittatore, fu chiaro a tutti i potenti di Germania che Hitler non si sarebbe lasciato domare. Un mese dopo, il parlamento, a maggioranza NSDAP, concesse ulteriori poteri al governo con la più nota Ermächtigungsgesetz: una sorta di delega al governo che poté in questo modo mettere in atto una serie di misure per il radicamento del proprio potere discrezionale in tutti i settori della società: dall’estromissione degli ebrei negli uffici pubblici alla persecuzione di nemici politici. Questi terribili mesi, particolarmente cruenti nella Berlino di ottanta anni fa sono sono ora documentati in questa bella mostra, aperta a tutti, e gratuita fino al 9 novembre 2013 presso la fondazione Topographie des Torrors, nella Niederkirchnerstraße 8.

lunedì 28 gennaio 2013

Retrospettiva dedicata a Christer Strömholm

La retrospettiva dedicata al fotografo svedese Christer Ströhmholm è una delle più complete mai dedicata all’artista svedese in città. Dal 19 gennaio e fino al 17 marzo 2013 è possibili visitare la retrospettiva nei locali della fondazione C|O Berlin nella Oranienburgerstrasse. Da vedere ci sono 150 tra foto, materiali di lavoro, negativi e scritti delle numerose serie fotografiche dello svedese, nato nel 1918 e morto nel 2002. Ströhmholm è stato un fotografo che ha iniziato la sua carriera in età abbastanza..adulta. Infatti dopo una breve carriera militari si avvicina alla fotografia solo verso i trenta anni, quando dopo la guerra, studia alla accademia di Belle di Parigi (1946-1956). Nella capitale francese fotografa le prime Drag Queens, prostitute soprattutto, che concedendo allo svedese uno sguardo approfondito nel loro mondo. Le sue foto non si possono ascrivere ad uno stile definito. Sempre in bianco e nero, spesso scuri e non necessariamente nitidissimi i suoi scatti cercano sempre, apparentemente, di trovare l’altro da noi, il diverso. Il risultato della sua vasta opera fotografica è un sorta di ‘esistenzialismo fotografico’, come alcuni hanno definito la sua estetica, che mira a cercare l’altro in noi, un altro inteso come qualcosa che alberga in noi e che non conosciamo o vogliamo approfondire. I ritratti che ha dedicato agli uomini e donne delle proprie foto raccontano di una intimità e di una vicinanza che è la cifra dell’opera di Ströhmholm. Un’opera che ha faticato molto prima di rendere quest’uomo il più importante fotografo di Svezia. Le sue foto, che iniziarono come foto formali ed astratte, e che grazie forse alla forza umanistica (ed esistenzialistica) della Parigi degli anni ’50  riuscirono finalmente a cimentarsi con persone, uomini donne e transessuali, temi e soggetti che hanno fatto di  Stöhmholm un apprezzatissimo fotografo del XX secolo.La retrospettiva può essere visitata tutti i giorni dalle 10 alle 20 presso il Postfuhramt Oranienburger Straße 35-36 10117 Berlino.

venerdì 25 gennaio 2013

Lavoro a Berlino: esperienze di giovani spagnoli

Negli ultimi mesi, con l’accentuarsi della crisi in Spagna ed il consequenziale aumento della presenza di spagnoli a Berlino, sono sempre più frequenti articoli di giornali che descrivono le condizioni di vita (difficili) e di lavoro (precario e mal pagato) dei nuovi arrivati spagnoli nella capitale tedesca. Anche noi, qualche settimana fa, avevamo indicato in un nostro postuno di questi articoli comparsi su un noto quotidiano berlinese. Oggi, 26 gennaio 2013, ne è comparso un ennesimo, su un altro noto giornale di Berlino, che ci ha colpiti per la particolare durezza delle condizioni descritte, ma anche per lo stile giornalistico ‘asciutto’. L’articolo può essere letto integralmente cliccando qui. Per chi non sa il tedesco riportiamo alcuni interessanti passaggi. Lo schema delle interviste, condotte con cinque cittadini spagnoli, trasferitisi da pochi mesi o pochi anni a Berlino, consiste in una griglia di cinque semplici domande: cosa fai a Berlino, perché sei venuto a Berlino, cosa ti piace di Berlino, quale è la differenza tra Berlino e il tuo paese di origine, cosa immagini di fare tra cinque anni. Il primo intervistato descrive per esempio le sue esperienze di lavoro di ventisettenne laureato, originario di Jaén, nella Berlino dl XXI secolo : il mio primo lavoro è stato presso una impresa di traslochi. Guadgnavo otto euro all’ora più mancia. Guanti scarpe di sicurezza e vestiti da lavoro dovevo procurarmeli da solo. Potevamo essere chiamati in qualsiasi momento. Per questo mi sono licenziato. Dopo ho trovato un lavoro in un ristorante a Steglitz. Il capo mi pormise un contratto di lavoro che non è mai venuto. Il ristorante mi deve ancora dei soldi. Prendevo 4,50 € all’ora. Adesso sto cercando un nuovo lavoro….[…] E poi continua, a proposito della prospettiva professionale: non ho idea. Non voglio drammatizzare ma aspetto ancora i soldi del ristorante. Il giubbino che porto me l’ha prestato il mio coinquilino Ángel. Nell’intervista successiva, Eva, di 25 anni, a proposito di ciò che non ama della Germania, afferma che si sente attualmente un certo razzismo nei confornti di sudeuropei, spagnoli, greci o italiani. Certo, il razzismo è presente ovunque, ma è molto spiacevole sentire continuamente “Spagnoli di merda” (nel testo Scheiß Spanier). Nella breve intervista successiva, con Isabel, da oltre due anni a Berlino, e dopo uno studio universitario a Magonza (in Germania), è riuscita a trovare un lavoro come redattrice. È l’unica del gruppo di cinque intervistati che vi è riuscita. Probabilmente il fatto di aver studiato a livello universitario in Germania, l’ha aiutata  a trovare un lavoro stabile e adatto alle sue competenze. Nella quarta intervista, con la trentenne architetta galiziana, Patricia, torna alla ribalta un vecchio tema che ormai conoscono tutti.: quello degli stage mal pagati. Ecco: ho lavorato già sei mesi come stagista in uno studio di architettura a 300 euro al mese. Sapevo che lo studio mi stava sfruttando ma non sono riuscita a trovare altre offerte […] conoscono altri colleghi spagnoli qui a Berlino che lavorano da mesi a gratis. A proposito dei progetti per il futuro, Patricia afferma: vorrei restare qui in Germania ed avere un proprio studio. Io e il mio ragazzo cerchiamo lavoro in altre città tedesche come Monaco di Baviera o Francoforte sul Meno. Andrés, l’ultimo intervistato, è sulla stessa lunghezza d’onda: la Germania è buia […] me ne vado a Graz in Austria  per fare il mio post dottorato.  Berlino è una bella ed interessante città da visitare, ma la situazione lavorativa è davvero misera.

lunedì 14 gennaio 2013

Mostra 'Lebensmittel' (alimenti) di M Schmidt

Ha un tipico nome tedesco, ma non è un uomo qualunque Micheal Schmidt. Con la sua bellissima mostra Michael Schmidt. Lebensmittel (traduzione in italiano: alimenti), dal 12 gennaio 2013 negli ampi spazi del Martin-Gropius-Bau si conferma uno dei maggiori fotografi berlinesi e di Germania. La mostra si basa su un lungo lavoro di ricerca e di viaggi in tutta Europa, dalla Spagna alla Norvegia, per documentarsi e fotografare lo stato attuale dell’industria agroalimentare del vecchio continente. Per quattro anni, dal 2006 al 2010 il noto fotografo berlinese (nato qui nel 1946) ha battuto fabbriche di pane e dolci, fabbriche di lavorazione di pesce dell’Atlantico, meleti nell’Alto Adige, macelli e imprese agricole in Germania. Il suo approccio è documentario, ma anche critico-sociale. Ricordiamo che nei primi anni ’90 dedicò un intero ciclo di foto alla riunificazione (Einheit – Unità).
Una fotografia razionale ed oggettiva

Le 134 foto qui esposte in sei sale di un’attesissima mostra,sono a colori e in formato medio. Chi si aspetta di vedere immagini scioccanti di animali tristemente trucidati sarà disilluso. M. Schmidt cerca di mostrare i processi che si nascondono dietro i colori sgargianti dei prodotti e che arrivano sulle nostre tavole e nei nostri stomaci. La sintesi, anzi le sintesi rappresentate delle sue foto racchiudono l’assenza di legame tra luoghi di produzione e prodotto, rendendo impossibile per l’osservatore riuscire a capire dove si trova il luogo in cui si sta impacchettando quella mela o dove si sta preparando quel petto di pollo. Ma non è solo questo. L’estetica perfetta delle foto di Schmidt, i colori, le simmetrie, la razionalità e la loro fredda oggettività ci ricordano in qualche modo la fotografia classica degli anni venti del XX secolo. Anche se a ben vedere l’impressione finale che abbiamo avuto, quella cioè che si ricava dopo aver attraversato le sei sale della mostra, è che le foto di Schmidt descrivano una disturbante verità che ci scuote profondamente più di qualsiasi altra immagine scandalosa o volutamente repellente. La mostra Michael Schmidt. Lebensmittel può essere visitata tutti i giorni, tranne il martedì, fino al primo di aprile 2013, dalle 10 alle 19. Il biglietto costa 9 €, ridotto 5 €. Martin-Gropius-Bau, Niederkirchnerstraße 7.

domenica 13 gennaio 2013

Prima mostra mondiale dedicata a Martin Scorsese

Chi non conosce almeno un film del regista Martin Scorsese? Da ‘toro scatenato’ a 'Taxi Driver' fino ai più nuovi film con Leonardo di Caprio, il genio italo americano ha aperto una parte del suo archivio privato e chi si troverà a Berlino fino al 14 maggio 2013 potrà apprezzarne il contenuto in una bellissima mostra presso la Deutsche Kinemathek, Museum für Film und Fernsehen. Si tratta della prima mostra di questo genere dedicata al settantunenne newyorkese. Dall’archivio privato, dall’archivio della casa di produzione di New York, da diversi musei e dalla fondazione R. De Niro possono essere visti a Berlino interessantissimi documenti, storici costumi –originali, usati per le scene dei suo film come i boxer di De Niro del film ‘Raging Bull’ - , estratti di sceneggiature, appunti, installazioni video. Il materiale, che consta di circa seicento pezzi, ed in mostra a Berlino non mira a fare un’agiografia del regista, ma aiutano il visitatore a guardare dietro ‘le quinte’ delle produzioni di Martin Scorsese. I materiali della mostra oltre che gettare luce sui processi lavorativi filmici di Scorsese offrono anche un’ottima sezione dedicata alla sua vita privata, nella sezione ‘Famiglia’, illuminando anche altre interessanti area tematiche, salienti della vita privata e professionale della stella del cinema. Per esempio la sua città, New York, così importante in quasi tutte le sue pellicole. Le sezioni della mostra, costruita splendidamente dal personale della Kinemathek, si articolano in 9 cicli o unità: famiglia, fratelli, uomini e donne, eroi solitari, New York, cinema, camera, montaggio e musica. La scelta di compartimentare così gli oggetti esposti rappresenta anche un modo forse per omaggiare o mettere nella giusta luce le collaborazioni, soprattutto quelle di lungo periodo, con grandi professionisti del cinema, senza i quali i film di Scorsese sarebbero probabilmente meno belli: ricordiamo qui solo alcuni importanti nomi come gli attori Robert de Niro e Leonardo di Caprio, la montatrice di film Thelma Schoonmaker, lo scenogafo italiano Dante Ferretti. La mostra Martin Scorsese può essere visitata tutti i giorni dalle 10 alle 18, tranne il lunedì, presso Deutsche Kinemathek, Museum für Film und Fernsehen sito nella Potsdamer Strasse n.2 nella centralissima Potsdamer Platz . Il biglietto costa 5 €, ridotto 4 €.

lunedì 7 gennaio 2013

Locali storici di Berlino: lo 'SchwuZ' a Kreuzberg

berlino_locali_gay

La regione di Berlino ha come presidente, Klaus Wowereit, omosessuale. A Berlino si celebra la più grande Christopher-Street-Day, qui hanno sede riviste e numerosi club gay. Questa libertà e presenza dei gay, anche nei piani alti della politica (il ministro degli esteri tedesco Guido Westewelle è gay) e dell'economia non è però piovuta dal cielo. Anzi fino al 1984 nel codice penale tedesco vigeva e veniva applicato il famigerato Parargph 175, che puniva chi facesse sesso con persone dello stesso genere. Tra i centri propulsori dell'emancipazione dei gay è da annoverare lo 'SchwuZ' di Berlino Ovest (SchwuZ è l'abbreviazione di Schwulenzentrum, dove in tedesco la parola Schwul significa omosessuale). Fondato da giovani provenienti per lo più dalle università di Berlino nel 1977, come punto di incontro per tutti coloro che desideravano vivere finalmente la propria omosessualità senza nascondersi, lo SchwuZ diventò subito molto più di un club e sicuramente un punto di riferimento per tutto ciò che sarebbe accaduto in ambito omosessuale a Berlino e in tutta la Bundesrepublik. Dalle attività del centro originarno per esempio due iniziative tutt'oggi di punta della scena omosessuale berlinese: la Cristopher-Stree-Day e la rivista gay più famosa di Germania, Siegessäule. Oggi l'attività politica ed emancipatoria non si è esaurita ma sembra che l'aspetto di club/locale abbia prevalso. Il programma dello SchwuZ offre a tutti la possibilità di scegliere anche tra stili musicali (e di pubblico) diversi con serate a tema fisse che si ripetono ogni settimana (ogni mercoledì 'Populär Musik'; ogni due sabati 'Madonna Mania' ecc...). È un locale non solo gay, tutti sono ben accetti e l'atmosfera è molto divertente. Non sono rare serate di vero e proprio cabaret, con un pubblico estremamente eterogeneo. L'indirizzo di SchwuZ è Mehringdamm 61, la fermata della metropolitana più vicina è Mehringdamm, linea U6 e U7.

martedì 1 gennaio 2013

Noto bar e klub a Prenzlauer Berg: Wohnzimmer

Sorpresi da un piacevole locale sito sulla Pappelallee, nel cuore di Prenzlauer Berg, abbiamo deciso qualche giorno fa di fare un giro nello stesso quartiere, però di mattina. Anche dopo le nove il via vai di carrozzini per le strade a ridosso della celebre Hehlmholtzplatz è intenso. Il sole c’è per fortuna e le temperature invitano a sedersi da qualche parte per prendere n caffè e sedersi all’aria aperta. Attraversiamo la piazza, dedicata al fisico tedesco Hermann von Hehlmholtz, e notiamo in prossimità dei tavoli di cemento da ping-pong, già alcuni uomini che con stereo e birre, discutono a voce alta di prezzi di bevande alcoliche che nei paraggi aumentano continuamente, rendendo la tranquillità del parco un po’ meno intensa. A giudicare dagli accessori al seguito - radio, giacche, termos, buste di plastica sparse intorno alla panca e una cassa di birra - sembrerebbero habitué del posto, quasi a confermarci che si tratta di una eccezione e non della regola a Prenzlauer Berg. Fino a una decina di anni fa la Helmholtzplatz era anche una nota piazza di spaccio, poi pian piano gli spacciatori sono stati allontanati verso Mitte, al parco ‘Weinsbergsweg’ e di lì da qualche altra parte. Ad ogni modo riesce difficile credere, tra bambini e in passeggini da nababbi e gelateria bio, che fino a poco tempo fa qui vi erano problemi di ordine pubblico. Noi, attraversata la piazza, abbiamo già in mente dove andare perché conosciamo già da anni il noto bar chiamato Wohnzimmer, all’angolo tra la Letterstrasse e la Schliemanstrasse. Sappiamo che è un bar self-service (in tedesco Selbstbedienung) per cui ci piazziamo subito al bancone, dove ci accoglie con un bel sorriso una ragazza di origini sudamericane. Ci dice che in via eccezionale ci porterà lei le ordinazioni al tavolo fuori. Dico che preferisco bere il caffè bello caldo per cui aspetto. Dopo un po’ ecco che mi viene servito un buon caffè in una tazzina calda.
Wohnzimmer: come se fosse il soggiorno di un amico

Prendiamo poi una torta e ce la portiamo fuori ad uno dei tavoli liberi. L’aria è fresca ma c’è tranquillità in strada ed il sole comincia a riscaldare. Dopo un po’ decido ci fare un salto nel locale per vedere se è cambiato qualcosa dall’ultima visita notturna, di qualche anno. Ricordo che si poteva ancora fumare e che tutte i posti erano occupati. Si stava in piedi ed il locale era stracolmo. Non so ora com’è di notte, ma di giorno sembra essere rimasto come prima. Wohnzimmer significa in tedesco ‘soggiorno’, un luogo di ozio insomma. E così è arredato, tavoli di modernariato, sedie in ferro o legno, false poltrone antiche, in alcuni casi divani in pelle. Anche i servizi igienici nell’interrato, cui si accede attraverso una scala, sembrano essere stati pensati strizzando l’occhio ad una estetica retro. A frequentare il bar è ancora una miscela di mamme (conosciute qui a Berlino come Latte-Mütter, perché bevono continuamente dei tazzoni di latte e caffè), lettori di romanzi, gente con lo sguardo fisso nei pc portatili, giovani e meno di giovani di passaggio che apprezzano la colazione qui offerta, qualche turista. La simpatica barista ci ha raccontato che di sera, nell’ampia sala sul retro, vengono ancora serviti deliziosi cocktail via minibar che, mess su ogni volta all’uopo, rende la sala un vero e proprio spazio (quasi) privato. Come i vecchi tempi insomma il bar offre un luogo di rifugio durante il giorno ed un porto sicuro durante la sera e la notte. I prezzi sono nella norma, il caffè espresso è costato 1,60 €, prezzo che per gli italiani è esagerato, ma a Berlino è un buon prezzo, soprattutto se il caffè è fatto bene. Anche le torte a 2,80 € sono risultate fresche e gradevoli. Ritorneremo sicuramente anche di sera per vedere se è sempre il Wohnzimmer di 15 anni fa. Wohnzimmer: Cafe – Bar- Klub nella Letterstrasse nr. 6, aperto tutti i giorni dalle 9. (Nel locale c’è una sala per i fumatori e una per i non fumatori).

domenica 16 dicembre 2012

Mostra di Schmerberg all'associazione 'Mindpirates'

Ricavata dai locali caldaie, in un edificio del quartiere Friedrichshain-Kreuzberg, l’associazione Mindpirates Vereinsheim ha presentato un'interessante mostra dedicata a Ralf Schermberg. Nei generosi spazi dell’associazione abbiamo potuto apprezzare i nuovi e vecchi lavori dell’artista tedesco, residente a Berlino dal 1990, attivista per l’arte e cofondatore dell’associazione stessa. Ralf Schmerberg può contare su oltre un ventennio di lavori come fotografo, scuoltore e artista poliedrico e radicale, oltre che ovviamento il sostegno logistico di Mindpirates. Il titolo della mostra è Der Tod nimmt sich einen Tag nach dem Anderen (traduzione: ‘La morte si porta via un giorno dopo l’altro’) e si è purtroppo appena conclusa, sebbene sarà ripresentata dal 15 gennaio 2013 (forse per il successo ottenuto). Perciò abbiamo voluto qui presentare una delle opere di Ralf più suggestive. Trattasi di un breve film dal titolo Ich kann dir die Welt nicht zu Füßen legen (traduzione: non posso mettere il mondo ai tuoi piedi) che fa parte del ciclo ‘Poem’ del quarantasettenene artista. Il video è una sorta di dedica alla poesia e consiste in parole del poeta e drammaturgo tedesco Heiner Müller e vestiti da sposa che prendono fuoco in un atelier.

Abbiamo colto comunque l’occasione per presentare quest'associazione, esistente dal 2009, che agisce come piattaforma di discussione artistica, riuscendo ad inglobare nel proprio lavoro oltre che questioni estetiche della produzione artistica anche aspetti sociologici ed ambientali. Gli ampi spazi per mostre, seminari e proiezioni di film vengono usati dai membri dell’associazione per la presentazione del proprio lavoro. L’attività dell’associazione può essere consultata sul sito cliccando qui. L’indirizzo della sede di Mindpirates Vereinsheim nella Falkckensteinstrasse 48.